Il patrimonio storico-culturale e
artistico delle Diocesi della Basilicata è molto importante. Basti giudicare
dalle collezioni conservate negli 8 Musei Diocesani della Regione in provincia
di Potenza ad Acerenza, a Melfi, a Venosa, a Muro Lucano e a Potenza e in
provincia di Matera a Tursi e a Matera.
Oggi parliamo del Museo Diocesano di Matera inaugurato il 16 aprile 2011 dall'Arcivescovo Salvatore Ligorio (poco dopo quello di Potenza) che ha dichiarato: "un tassello che si aggiunge al grande mosaico di questa città".
Il Museo è stato allestito in antichi locali ristrutturati della Diocesi di Matera, nell'ex-Seminario costruito nel 1906 dall'Arcivescovo Raffaele Rossi (Arcivescovo dal 1899 al 1906) che, negli anni successivi, ebbe svariate destinazioni d’uso. Si trova sullo sperone della Civita dominato dalla Cattedrale. L'accesso si effettua da via Riscatto.
Oggi parliamo del Museo Diocesano di Matera inaugurato il 16 aprile 2011 dall'Arcivescovo Salvatore Ligorio (poco dopo quello di Potenza) che ha dichiarato: "un tassello che si aggiunge al grande mosaico di questa città".
Il Museo è stato allestito in antichi locali ristrutturati della Diocesi di Matera, nell'ex-Seminario costruito nel 1906 dall'Arcivescovo Raffaele Rossi (Arcivescovo dal 1899 al 1906) che, negli anni successivi, ebbe svariate destinazioni d’uso. Si trova sullo sperone della Civita dominato dalla Cattedrale. L'accesso si effettua da via Riscatto.
Don David Mannarella è il direttore e la curatrice e conservatrice è Maria Teresa Cascione.
Vi sono 3 ampie sale al piano terra che espongono varie opere di arte sacra, che in futuro sono destinate a essere incrementate sia nel numero sia come tipologia e provenienza e che, attualmente, sono costituite prevalentemente da un cospicuo numero di argenti sacri provenienti provenienti dal tesoro della Cattedrale e dalla chiesa di Santa Chiara databili tra l'XI e il XIX sec.
Opere d'arte
- Tra gli oggetti più antichi spicca l'enkolpion o croce pettorale di manifattura bizantina della metà del XI sec., forse opera del Tiraz di Palermo, una delle officine più prestigiose del medioevo conosciuta non solo per l'orificeria ma anche per la lavorazione dei tessuti e dei tappeti.
Enkolpion
Museo Diocesano di Matera
- Reliquario a braccio di Sant'Eustachio, patrono di Matera interamente
lavorato a sbalzo che risale alla metà del XV sec.
- Reliquario di San Giovanni da Matera con punzone MATA (Matera possedeva un proprio bollo - MATA - per la marchiatura di oggetti in oro e in argento, assieme a Taranto e Lecce nella provincia storica di Terra d'Otranto alla quale Matera apparteneva fino al 1663) che indica senza alcun dubbio il lavoro orafo di una bottega materana della seconda metà del XV sec.
- Maestose croci processionali
- Reliquario a busto di Sant'Agapito, figlio di Sant'Eustachio, bottega orafa del XV sec.
- Preziosi manufatti risalenti all’età moderna, nella quasi totalità di produzione napoletana, a eccezione di alcuni argenti, come il servizio di liturgia festiva in filigrana d'argento che comprende un calice, un vassoietto con ampolle e un campanello, opera di bottega palermitana dei primi 700', provenienti dalla chiesa di Santa Chiara.
- Reliquario di San Giovanni da Matera con punzone MATA (Matera possedeva un proprio bollo - MATA - per la marchiatura di oggetti in oro e in argento, assieme a Taranto e Lecce nella provincia storica di Terra d'Otranto alla quale Matera apparteneva fino al 1663) che indica senza alcun dubbio il lavoro orafo di una bottega materana della seconda metà del XV sec.
- Maestose croci processionali
- Reliquario a busto di Sant'Agapito, figlio di Sant'Eustachio, bottega orafa del XV sec.
- Preziosi manufatti risalenti all’età moderna, nella quasi totalità di produzione napoletana, a eccezione di alcuni argenti, come il servizio di liturgia festiva in filigrana d'argento che comprende un calice, un vassoietto con ampolle e un campanello, opera di bottega palermitana dei primi 700', provenienti dalla chiesa di Santa Chiara.
- Calice donato da Giovanni
Paolo II in occasione della sua Visita Pastorale a Matera del 27
aprile 1991.
- Vari oggetti sacri che appartennero e furono
commissionati e poi lasciati alla Cattedrale da alcuni arcivescovi materani,
come i calici di
Sigismondo Saraceno, di Antonio Maria Brancaccio, di Gaetano Rossini e
quello eseguito, nel 1928, in ricordo del venticinquesimo anniversario della
consacrazione episcopale di Mons. Anselmo Filippo Pecci.
Visitare il Museo Diocesano di Matera permette di
ripercorrere tanti secoli di storia, densi di avvenimenti di notevole
importanza, e di ammirare oggetti di arte sacra che sono una delle varie e
tangibili testimonianze della costante devozione e del profondo affetto che,
nei secoli, semplici fedeli, sacerdoti e arcivescovi nutrirono verso la loro
Chiesa.
Museo Diocesano – via Riscatto (alle spalle del Duomo)
orari di apertura: 10.00-13.00/16.00-18.00

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